RAC o non RAC

mercoledì 23 maggio 2007 alle 23:45 | Pubblicato su Diario, RAC | 1 commento

(traduzione migliorata del post “to rac or not to rac“)

Oggi sdoppio i post. Siccome ho cercato di esprimere delle idee sul mio blog alter-ego http://oracledb.wordpress.com ed il risultato non è stato brillante provo ad esprimermi nella mia madre lingua con la quale non ho scusanti.

Oggi ho riletto un post del mese scorso di Mogens Noogard (o come diavolo si scrive, anche lui nel suo blog usa una sorta di pseudonimo). In sostanza Mogens afferma che nella sua esperienza, la maggior parte delle installazioni di RAC fatte con l’intento di ottenere HA hanno di fatto fallito l’obbiettivo provocando di fatto tempi di non-operatività probabilmente più alti di quelli che avrebbe dato un sistema normale.

Mogens credo di aver capito imputi tale problema alla complessità. Egli cita un’affermazione di una persona di Microsoft che più meno dice così:

“La complessità è nemica della disponibilità”

Dove per disponibilità intendiamo l’alta affidabilità, cioè la garanzia di servizio continuo e senza interruzioni.

Da parte mia ho una mentalità molto conservatrice, tutte le nuove tecnologie che vengono introdotte per semplificare la gestione per me sono un boomerang. Sono fumo negli occhi buttato li con messaggi promozionali che riescono a far breccia spesso nella testa delle persone che decidono.

Moogens in una risposta ad un commento sul post dice quella che è la santa verità:

“Per motivi politici si devono implementare cose di tutti i tipi ed io non ho ancora trovato un modo efficace per impedire che ciò accada”

Questo significa che molte tecnologie che oggi vanno di moda o che spesso vengono utilizzate, sono spinte da buone politiche di marketing più che dal loro effettivo valore. Secondo me, continuando il discorso si sta poco a collegarsi anche al post di qualche giorno fa di Kevin Closson. In cui l’autore critica un articolo in cui si afferma che la tecnologia dei database relazionali è vecchia. Forse Kevin Closson se l’è presa troppo a cuore. Però forse l’articolo è stato scritto da una di quelle persone che troppo facilmente si fanno entusiasmare dalle nuove tecnologie e troppo facilmente si mettono a dire che le altre, vecchie, tecnologie sono da buttare. Come sempre la verità sta in mezzo.

Personalemente posso dire che le mie esperienze con RAC sono state tutto sommato positive. Non posso parlare di Alta Disponibilità (HA) perchè non è la principale caratteristica di RAC. Secondo me RAC soprattutto con la versione 10g standard edition è un modo conveniente per aumentare la capacità computazionale. Fra l’altro qualche neo c’è ancora ma posso dire che ad oggi un RAC a due nodi è abbastanza affidabile, talvolta capitano dei problemi ma quelli capitano anche sulle installazioni a singola istanza.

1 commento »

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  1. Esattamente l’opposto: l’implementazione RAC serve quasi esclusivamente ad ottenere l’alta affidabilità (viene evidenziato anche nei corsi Oracle).

    Per quanto riguarda la potenza di calcolo, bisogna tenere presente che RAC ha delle caratteristiche architetturali che potrebbero persino degradare le prestazioni, se chi scrive le applicazioni non sa che cosa sta facendo.
    Ora non ho sottomano documenti a riguardo; puoi pensare comunque agli stati di lock di GRD e GES per le risorse condivise. Una per tutti: l’accesso ai blocchi di dati tramite global cache.


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