Oracle e Standard SQL, parte II

venerdì 1 giugno 2007 alle 01:44 | Pubblicato su Diario, SQL | Lascia un commento

Continua la mia indagine sugli standard ANSI/ISO SQL e su come i database (in particolare Oracle) vi si adeguano. Cerco di proseguire, approfondento e correggendo il mio post di qualche giorno fa. Comincio dando due nuovi riferimenti, come il solito all’impareggiabile wikipedia:

Li si possono trovare alcune informazioni interessanti e link a documenti di riferimento. Devo dire che ad oggi mi rimane un dubbio sui livelli di SQL92, da una bozza di SQL92 e, indirettamente dal messaggio di errore di SQL*Plus SP-0575, io ho capito che vi sono tre livelli:

  1. Entry
  2. Intermediate
  3. Full

Thomas Kyte sul suo libro “Expert Oracle Database Architecture” parla di quattro livelli, aggiungendo tra il livello “entry” ed il livello “intermediate” un livello chiamato “transitional“. Al riguardo ho fatto una ricerca su AskTom per capire se ne avesse gia discusso, non trovando nulla, se non un riferimento all’errore SP-0575 ho pensato di chiederglielo, ora aspetto la sua risposta. (nota, nel frattempo ho trovato un documento in cui si parla di tale livello come estensione introdotto dal FIPS).

Sempre nello stesso paragrafo Thomas Kyte spiega che nello standard SQL99 sono definiti solo due livelli di conformità:

  1. Core
  2. Enhanced

Devo supporre che tale suddivisione sia rimasta per SQL2003, l’unica conferma che ho è che sul manuale “Oracle® Database SQL Reference” si parla di “Core SQL:2003” però tale standard ha codificato tutte le caratteristiche e sullo stesso manuale Oracle riporta, codice per codice, se la caratteristica è conforme allo standard o meno.

Scrivendo questo post ho continuato le mie ricerche su Google trovando ancora risorse. Quello che però si ricava, e che è bene premettere, è che praticamente tali standard sono diventati quasi inutili. Questo emerge sia dalle parole di Thomas Kyte nel suo libro, che da questo articolo. Ci sono vari fattori che inducono a pensare ciò: ogni produttore di RDBMS ha introdotto estensioni personali e non è completamente conforme allo standard. Perfino altri enti, come FIPS (Federal Information Processing Standard) hanno fatto le loro estensioni. Per ora mi limito a rimandare ad altre fonti, come ad esempio Eddie Awad e Mike Epprecht .

C’è poi l’assurdo che è difficile reperire i testi degli standard se non comprandoli, come denuncia anche Mike Hodgson . Una cosa che gia di per sé secondo me è sufficente a far morire uno standard.

Tornando poi all’articolo sopra citato di Shelley Doll (che si badi bene risale al 2002) c’è un’altro fattore che rende tali standard solo un punto di riferimento un po’ sfuocato, per un certo periodo la conformita dei RDBMS agli standard SQL veniva certificata dal NIST, fino a quando questo ente ha interrotto questa attività, probabilmente a causa della mancanza di pretendenti a tali certificazioni, stando anche alla parole di Thomas Kyte.

Questi standard definiscono un linguaggio (l’SQL) e dei comportamenti (le transazioni, gli isolation level ecc.) che dicono come un database dovrebbe comportarsi. In sostanza se due database fossero ad esempio pienamente conformi allo standard SQL99 dovrebbero essere, almeno dal punto di vista dell’utente, la stessa cosa. Ciò si ricollega al concetto di applicazioni basate su database ma indipendenti dal database usato (Oracle, MSSQLSERVER, DB2, ecc.) argomento ben trattato da Tom nel suo libro.

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