Disavventure di un’installazione Linux: parte III

martedì 12 giugno 2007 alle 12:12 | Pubblicato su Linux | Lascia un commento

Mi sono reso conto che fra le categorie che avevo creato non esisteva una categoria “linux” (in effetti l’avevo creata sul mio blog in inglese, su cui scrivo meno per chiari motivi), bene, oggi ho provveduto.

Questo post dovrebbe concludere la serie che narra della mia piccola (dis)avventura di installazione di Linux su un server economico. Mi sono documentato un po’ ed ho cercato di racappezzarmi fra tutte le informazioni che ho raccolto, dunque vediamo cosa ho incontratto.

fakeraid:
Molti ATA RAID host adapters sono in realtà non veri RAID Hardware, ma dei RAID software dipendenti
dal BIOS, perciò chiamati “fakeraid” (questo significa che le funzionalità hardware mancanti sono emulate
in modo oscuro, eccentrico e non documentato da driver software proprietari, allo scopo di contenere i prezzi).
Fake RAID è difficile da supportare in Linux, probabilmente a causa della scarsa collaborazione dei
produttori dell’hardware.
A questo link (come in molti forum) consigliano di utilizzare il RAID software implementato nel kernel linux (md) definendolo più veloce ed affidabile, quindi
consigliano di lasciare perdere (blow away) i volumi fakeraid, usare direttamente i dischi SATA come device
a blocchi e abilitare il RAID software di Linux durante l’installazione di Linux.

Un passo indietro: Serial ATA
A questo indirizzo c’è un’interessante articolo per chi come me ha visto da fuori l’evoluzione dei PC. Meno
di due anni fa ho comprato un PC nuovo, il precedente era un portatile del 2000; in
quell’occasione ho sentito parlare per la prima volta di dischi SATA.
Nell’articolo spiega che l’interfaccia IDE (Integrated Drive Electronics) esiste
(o esisteva) dal 1989, nel 1998 è stato inventato ATA (Advanced Technology Attachment)
(vedi wikipedia),che ha aumentato la velocità del bus, ma il connettore del disco
era lo stesso, per cui la differenza poteva passare inosservata. Dalla fine del 2002
sono comparsi sul mercato i primi dischi SATA, in cui cambia oltre al protocollo anche
il connettore fisico. Nel 2005 è arrivato SATA-II, non cambia il connettore, ma il protocollo,
che ad esempio permette il supporto di 15 dischi.

La nascita di questo nuovo protocollo pare essere stata spinta dal fatto che aumentando la
densita dei dischi aumenta la capacità di trasferimento dati contigui, saturando quello
che permetteva lo standard P-ATA (così è stato chiamato il vecchio ATA).

AHCI
Advanced Host Controller Inverface: si tratta di uno standard aperto di Intel
che definisce uno strato astratto di device PCI per l’accesso a memorie di massa
che descrive un’intefaccia SATA (vagamente). Il driver libata AHCI è stato reso
disponibile con i kernel 2.4.29-preX e 2.6.9-rcX. Per i dettagli si veda
linuxmafia.com

PIIX
PCI IDE/ISA Xcelerator (Intel IC)

La conclusione della mia storia
Dopo aver letto un po’ di documentazione le cose mi paiono un po’ più chiare,
aggiungo questo link http://linux-ata.org/ che aggiunge chiarezza. Il RAID che
io ho incontrato è un RAID software implementato dal BIOS, ma non visibile come
tale dal sistema operativo, quella che io definirei implementazione proprietaria.

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