Oracle Enterprise Linux 5 e XEN

martedì 21 agosto 2007 alle 21:22 | Pubblicato su Installation and Configuration, Linux | 2 commenti

Ho iniziato l’installazione di un server di test (xeon 64 bit) con l’ultima release di Oracle Enterprise Linux, dopo qualche disguido ce l’ho fatta. Avendo installato anche il supporto alla virtualizzazione (XEN) mi sono incuriosito.

Devo dire che ho fatto un po’ di ripensamenti sulla versione da installare, in un primo momento ho pensato alla release 4 in quanto ho necessità di installare anche un istanza database di test con versione 10.1.0.5, tale versione è certicata con Oracle Enterprise Linux 4 e non con Oracle Enterprise Linux 5. Poi mi sono detto: “ma chi se ne frega, installiamo la 5!” e così ho fatto.

Quindi ho deciso di provare XEN, è da molto che ne sento parlare ma non ho mai avuto ne il modo ne la voglia di provarlo. Ora è giunto il momento e allora quale occasione migliore, così installo una macchina virtuale con Oracle Enterprise Linux 4 e risolvo parzialmente i problemi di piattaforma certificata. In realtà non ho idea di come Oracle veda dal punto di vista dell’assistenza le installazioni su macchine virtuali XEN, immagino che non siano molto supportate: per una volta mi prenderò il rischio di infischiarmene.

La virtualizzazione pare vada molto moda, non a caso Suse e Red Had hanno incluso XEN nelle loro distribuzioni Enterprise.  Secondo me tale tecnologie dal punto di vista di chi deve sviluppare e testare sono una vera manna, ma estenderle a sistemi di produzione mi pare un azzardo. Questo però è il parere di uno che finora ha solo fatto un paio di prove sul proprio PC con VMWARE per testare installazioni di Oracle RAC.

Creazione di una macchina virtuale in XEN

Purtroppo subito ho incontrato un problema, sul secondo CD di installazione di Oracle Enterprise Linux, quando tale CD veniva fatto vedere alla macchina virtuale il sistema operativo non riusciva a leggere alcuni file, come se tali file si trovassero su settori oltre la capacità massima del CD. Mi spiego, l’installazione si bloccava dicendomi che non riusciva a caricare il package “xsri-2.1.0-8” probabilmente perchè il supporto era corrotto. In effetti montando il CD e cercando di copiare il file interessato ricevevo un errore I/O. Mettendo il CD sul mio PC, con windoz, non avevo problemi nel copiare il file. In realtà spegnendo la macchina virtuale e montando il CD sullo stesso server linux non avevo problemi, se invece il CD veniva usato anche dalla macchina virtuale non c’era verso di copiare tale file. Ho provato a lanciare l’installazione direttamente dalle ISO, ma quando l’installazione arrivava al CD 2 chiedeva il CD senza permettere di specificare una fonte diversa. Dopo vari tentativi ho provato a creare un link simbolico alla prima immagine ISO, lanciare l’installazione e poi al momendo in cui la procedura chiedeva il secondo CD ricreavo il link simbolico in modo che puntasse alla immagine corretta. Così ha funzionato per il CD 2, poi sono arrivato al CD 3, qui la procedura insisteva chiedendomi il CD 3 lamentandosi che non riusciva ad accedere al CDROM .

Questo problema mi ha fatto impazzire per quasi una giornata (infatti questo post ho iniziato a scriverlo ieri) dopo mille ricerche su internet sono arrivato QUI. In questo documento si parla proprio di questo problema e viene data anche la soluzione! Cioè spiega come con la combinazione di tasti Ctrl-Alt-2 si passi alla console QEMU e da qui sia possibile “staccare” e riattaccare i device alla macchina virtuale.

Secondo me la documentazione XEN non è proprio un granch’é e riguardo a questa console QEMU ne avevo trovato traccia ma niente di chiaro ed esplicativo; sarà anche stata la fretta ma accipicchia! In ogni caso la procedura che alla fine mi ha permesso di conpletare l’installazione è stata quella del link simbolico che puntava alla prima immagine ISO dei quattro CD di installazione di Oracle Enterprise Linux 4. Ad ogni richiesta di cambio CD della procedura di installazione passavo alla console QEMU, lanciavo il comando “eject hdc” (hdc era il device collegato all’immagine ISO indicata nella procedura di creazione della nuova virtual machine dal virtual machine manager (la procedura è simile a quella indicata qui ma con una macchina fully virtualized); poi rifacevo il link simbolico per farlo puntare alla ISO (CD) successiva e quindi di nuovo dalla console QEMU lanciavo il comando “change hdc link-immagineiso”.

La procedura, come indicato sul documento di Centos può essere più semplice di come l’ho fatta io, senza la necessità del link simbolico: suppongo che sia sufficente ad ogni cambio disco tramite il comando “change” dalla console QEMU indicare l’immagine ISO corretta (comunque non ho provato).

Quindi, ricapitolando, usando l’interfaccia grafica “Virtual Machine Manager” si può sciegliere la voce di menù “file->New machine” in cui si da un nome alla nuova macchina virtuale, poi viene chiesto il metodo di virtualizzazione che può essere “paravirtualized” o “fully virtualized”. Il primo metodo garantisce migliori prestazioni ma richiede un sistema operativo modificato appositamente, il secondo permette la creazione di una macchina puramente virtuale, su cui si può installare un sistema operativo qualunque (compatibilmente con l’architettura x86, l’unica supportata da XEN). Scegliendo la modalità “fully virtualized” al passo successivo viene chiesta o l’immagine ISO o il CD per l’installazione del sistema operativo da installare sulla macchina virtuale. Qui c’è l’inghippo, se si ha un unico CD o DVD probabilmente fila tutto liscio, se invece si hanno più CD di installazione bisogna conoscere il trucco.

A questo punto quindi sul mio server di test ho installato Oracle Enterprise Linux 5 con XEN (richiede un kernel appositamente modificato) e una macchina virtuale con Oracle Enterprise Linux 4 Update 5. Il passo successivo sarà l’installazione di Oracle Database Server 10.1.0.5 sulla macchina virtuale e se tutto va bene di Oracle 10.2.0.3 sulla macchina reale.

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