Installazione Oracle DB 10.2.0.3 su Oracle Enterprise Linux 5

giovedì 23 agosto 2007 alle 23:07 | Pubblicato su Installation and Configuration, Linux | 5 commenti

Risolti i problemi precedenti finalmente sono passato all’installazione del database sulla macchina di test di cui ho gia parlato in precedenza (“Disavventure di un’installazione Linux“). Innanzi tutto il solito problema, il pacchetto di installazione ormai avrà due anni, al tempo non esisteva ne Oracle Enterprise Linux 5 ne Red Hat Enterprise Linux 5, quindi il controllo iniziale del programma di installazione si rifiuta di procedere su una distribuzione non certificata. Per tale problema è sufficente aggiungere al file install/oraparam.ini del pacchetto di installazione la stringa “redhat-5” nella sezione “Certified Versions”, poi occorre leggere la nota  metalink 443539.1 per scoprire che fra i package da installare c’è anche libXp. Infatti se tale package manca la procedura di installazione da subito un errore lamentandosi fra l’altro della mancanza di tale libreria.

Configurazione ASM

La prima installazione di RAC 10g l’ho seguita fatta da un consulente Oracle. Si trattava si un RAC su Linux Suse 64 bit con due nodi, versione 10.1.0.3. Ho già avuto modo di parlare di tale spiacevole esperienza. In tale installazione (tuttora in piedi, aggiornata a 10.1.0.5) il consulente configurò ASM con ASMLib. Non avendo mai capito l’effettiva utilità del modulo ASMLib, nei miei test successivi non l’ho più usato. In realtà non ho fatto più installazioni 10.1 ma siamo passati alla 10gR2, in tutte tali installazioni ho preferito configurare ASM con le RAW devices.

Succede però che almeno dall’introduzione del kernel 2.6 l’utilizzo di raw devices sia deprecato. Viene consigliato di aprire i file con una parametro della chiamata di sistema open che ora non ricordo (mi pare O_DIRECT). Di questo problema nella manualistica Oracle non compare traccia. E’ vero che da qualche parte viene detto  che Oracle 10gR2 usa tale modalità ma è vero che consiglia sempre l’uso di ASMLib. Io quando lessi di questa cosa feci un piccolo test su una macchina virtuale VMWARE configurando un DISKGROUP facendolo accedere direttamente al device (ad esempio /dev/sdb1). Sembrava funzionare, ma non essendo tale configurazione esplicitamente descritta da Oracle non so se sia supportata.

Facendo un test con Red Had AS 4 quando uscì mi ricordo che dovetti anche creare i file di device sotto /dev in quanto Red Hat non li creava neppure a differenza di Suse SLES9.

Oggi ho deciso di adeguarmi a quanto prescritto dai manuali, contemporaneamente tralasciando l’uso di raw devices. Così ho trovato un inconveniente che avevo sempre schivato, usando la stringa di ricerca (asm_diskstring) ‘ORCL:*’ ASM non mi scopriva i dischi. Dopo varie imprecazioni e ricerche ho trovato sul metalink la bellissima nota 359266.1 intitolata: ” FAQ ASMLIB CONFIGURE,VERIFY, TROUBLESHOOT”.  In tale nota si spiega come con 10gR2 possa succedere che con la stringa ‘ORCL:*’ i dischi non vengano trovati e allora si suggerisce si usare direttamente i device creati da asmlib, quindi ‘/dev/oracleasm/disks/*’. Poi nella stessa nota dice come accedere a tali device sia equivalente ad accedere direttamente al device del sistema operativo (ad esempio nel mio caso /dev/sdb5).

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  2. O_DIRECT è un’opzione che viene usata per aprire file su filesystem senza passare dalla cache del kernel Linux; bisogna vedere se il filesystem che stai usando lo supporta. ext3 lo supporta nativamente.
    Nel caso di RAC o hai un cluster filesystem (tipo OCFS2), o hai ASM, o hai i raw device.
    Se accedi a una partizione (/dev/sdb1) o a un device (/dev/sdb) passi sempre dalla cache del kernel, e ciò determina comunque una dimunuzione delle prestazioni per Oracle.

  3. Non credo che sia del tutto corretto ciò che dici. Infatti le raw devices sono proprio un modo per accedre al device (o alla partizione) senza passare per la cache del kernel. Nel kernel 2.6 le raw device sono deprecate in quanto appunto è stata estesa la chiamata di sistema open o fopen (i dettagli non li conosco) per aprire i file di device (ad esempio /dev/sda1) ed accedervi senza la cache del kernel, cosa che prima veniva fatta definendo appunto dei raw device. Attenzione, in *NIX ogni cosa è un file, ma in questo caso non c’è alcun filesystem di mezzo, quando si apre un file di device quale ad esempio /dev/sda, si accede al disco.

  4. Usare i raw devices chiamando direttamente i device non elimina direttamente il buffer. I device sono comunuque buffered. Per eliminare completamente l’utilizzo del buffer va modificato il filesystemio_option in oracle con ad esempio SQL> alter system set filesystemio_options=DIRECTIO scope=spfile;.

  5. Stefano,
    sono convinto che quello che dici è sbagliato. Ho gia accennato altre volte al tema Direct I/O, per esempio qui, dove puoi trovare dei link a fonti esterne; poi speficamente al caso NTFS ho parlato qui. Poi stamane ho fatto una ulteriore ricerca su Google: http://www.fors.com/orasupp/unix/37914_1.HTM.
    Le RAW devices sono dispositivi a caratteri il cui accesso non è bufferizzato, contrariamente ai dispositivi a blocchi.
    Infine invito alla lettura della nota 462072.1 e della nota 432854.1
    Se hai delle fonti che dicono il contrario ti prego di portarmene a conoscenza in modo che possa rivedere le mie convinzioni.


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