Puntare all’eccellenza

venerdì 14 settembre 2007 alle 14:13 | Pubblicato su Diario | Lascia un commento

Tempo fa, non ricordo neppure dove, ho letto una frase che mi è rimasta impressa e che ha continuato a rimbalzare nella mia testa: “strive for excellence”. Sembra molto uno di quegli slogan pubblicitari che molte aziende usano, però mi è piaciuto molto, perchè mi ci sono identificato. Sono abbastanza convinto di averlo letto in qualche libro su Oracle, questo è ragionevole anche da un punto di vista statistico, visto che il 90% delle mie letture è su Oracle; però ho cercato frettolosamente su alcuni libri e non l’ho trovata, purtroppo ai libri stampati manca ancora la funzione find.

Allora ho provato a cercare su Internet, non ho trovato quello che cercavo ma comunque sono capitato su un blog che mi è parso interessante, intitolato: “A better You” ed in particolare su un post intitolato appunto: “personal development: why strive for excellence“. Può sembrare la solita palla, ma io, almeno in questa fase della mia vita, l’ho trovato molto interessante. Confesso che molto frettolosamente a un primo sguardo, vedendo la parola “development” pensavo parlasse di programmazione, invece leggendo meglio ho constatato che con l’informatica il blog non c’entra molto.

Devo confessare, se non l’ho gia fatto in passato, che la mia cultura “classica/filosofica” è piuttosto scarsa, io sono di formazione tecnica e non ho mai avuto passione per la letteratura classica e per la filosofia, quindi magari quanto scritto nel post che ho citato ad altri può sembrare foderato di banalità e sciocchezze, ma ripeto: io mi ci sono identificato abbastanza bene. Io mi sento una persona molto motivata, realizzato ma al tempo stesso alla ricerca di nuovi stimoli e di continua crescita. Il fatto che scriva questo blog ritengo sia una prova di ciò. L’autrice del post dice: “la crescita personale significa cercare sempre di migliorare” citando poi un professore di Harvard (George Santayana) che disse (più o meno): “coloro che scordano il passato sono condannati a riviverlo”, cosa che può valere nel bene e nel male.

Io sono una persona abitudinaria nelle piccole cose, però non voglio sentirmi come dice l’autrice “stuck in a rut”. E’ per questo che mi sono sposato, con mia moglie abbiamo comprato una casa, indebitandoci fino ai capelli, abbiamo avuto due bambini (fantastici) e nel lavoro cerco di crescere; insomma quel che voglio dire è che punto all’eccellenza, con la testardaggine o meglio con la tenacia che mi ha sempre contraddistinto.

Ora cercherò di leggere un po’ il blog A better You fra un post di Kevin Closson e un quiz di Howard J. Rogers.

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