Oracle Automatic Storage Management (ASM)

giovedì 20 settembre 2007 alle 20:34 | Pubblicato su Installation and Configuration | Lascia un commento

Pochi giorni orsono, sfogliando i vari blog che oramai sono nel mio segnalibro (bookmark) ho trovato nel blog di Doug Burns la segnalazione del blog: prodlife.wordpress.com . Si tratta di un blog a contenuto prevalentemente tecnico e in buona parte su Oracle scritto da una ragazza (deduco dalla foto che sia abbastanza giovane) israeliana (almeno credo, visto che ha studiato a Tel Aviv) che lavora come DBA in una grossa azienda Californiana.

Il tema di fondo del blog è “esperienze di una DBA in un complesso ambiente di produzione.” In minima parte ho trovato delle affinità tra Chen Shapira (l’autrice del blog) e me; anche io cerco di parlare su questo blog delle mie esperienze come DBA nella mia azienda. Cambia il tipo di carriera (ho l’impressione che la mia sia meno brillante di quella descritta da Chen) e il tipo di azienda per cui lavoro. Io ho a che fare con sistemi tutto sommato poco complessi, soprattutto rapportati ai sistemi di cui molti esperti americani parlano.

In ogni caso il blog da degli spunti interessanti, uno dei quali è il tema di questo post. Il post che mi ha ispirato risale al lontano 15 Giugno 2007 ed è intitolato “Why i’m still not using ASM“. Anche io inizialmente mi sentivo inquieto utilizzando ASM, la normale paura di ciò che non si conosce.

In realtà, ne ho già parlato altre volte, è successo che più di due anni fa, dalla direzione ci è stato imposto di installare un cluster Oracle a due nodi, sfruttando la possibilità data dalle nuova politiche di licenze Oracle 10g di usare RAC con la versione Standard Edition. Questo per avere la potenza di un RAC con una spesa tutto sommato contenuta. In quell’occasione quindi siamo passati brutalmente da Oracle 9iR2 a 10gR1, con RAC e ASM (imposto dalla licenza). Il fatto di non avere i file del database su un confortevole filesystem inizialmente da un po’ fastidio. Fra l’altro con la versione 10gR1 l’unico modo di salvare e copiare tali file era usare RMAN, almento con 10gR2 sono stati introdotti ASMCMD e l’accesso FTP ai file, cosa che almeno psicologicamente aiutava. In realtà ho appurato che l’utilità dell’accesso FTP è limitata, anche perchè tale meccanismo funziona solo se il database è aperto e ancora non ho capito se questo meccanismo gestisce la consistenza. Fare una copia di un datafile di un database aperto non è molto utile se non in condizioni controllate (backup mode).

Dopo oltre due anni di esercizio, e con altre succesive installazioni devo però dire che ASM non ha mai dato problemi, il che mi fa presumere che tutto sommato sia una tecnologia robusta. Devo altrettanto dire però che la sua reale utilità è limitata. Probabilmente l’ambito più opportuno per il suo utilizzo è proprio RAC, al di fuori di questo non credo che abbia concreti vantaggi. Per quanto riguarda le prestazioni mi fido delle considerazioni gia fatte da Kevin Closson e sulle quali ho già parlato in una serie di post sulle Unità di memorizzazione permanente.

Per quanto riguarda la “flessibilità” di gestione direi che da poco. Ogni grossa o media azienda finisce con l’usare delle SAN che danno già tutte le caratteristiche di flessibilità date da ASM cioè il mirroring dei dati, la possibilità di aggiungere dischi, ecc. ecc. L’altro giorno mi è capitato di parlare con una persona, responsabile IT di una grossa azienda che mi ha spiegato come per effettuare i backup del loro database più grosso usano le funzionalità di snapshot fornite da alcune SAN, ciò permette di fare il backup in una finestra temporale molto ridotta. A questo riguardo faccio una piccola digressione per dire quanto certe considerazioni quali emerse in questi giorni in un thread di discussione su cdos siano opinabili.

L’esempio di problema riscontrato dall’autrice per motivare la sua diffidenza verso ASM è valido, ma evidenzia che è solo un problema di conoscenza della specifica tecnologia, rimando allora a una delle argomentazioni portate da Kevin Closson per utilizzare NAS: un’unica tecnologia per (quasi) tutti gli usi.

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