Oracle e virtualizzazione

mercoledì 14 novembre 2007 alle 14:35 | Pubblicato su Diario | 2 commenti

A quanto pare Oracle ha deciso, seguendo una linea strategica ben definita e coerente, di entrare anche nel giro dei software di virtualizzazione. Il 12 novembre scorso durante OpenWorld2007 è stato annunciato “Oracle VM“.

Non tanto tempo fa ho fatto una miniserie di post (1, 2, 3) sui miei esperimenti su XEN il software di virtualizzazione incluso nelle distribuzioni linux “commerciali” , SuSE e Red Hat (e quindi Oracle Enterprise Linux). Prima di allora mi ero cimentato solo con VMWare.

Ho detto in apertura che secondo me Oracle segue una linea strategica ben definita e coerente: prendere il controllo di tutte le tecnologie che girano “attorno” al motore database. Il primo esempio banale è stato ASM, poi è arrivato Oracle Secure Backup, poi è arrivato Oracle Enterprise Linux ed ora è arrivato Oracle VM, la proposta oracle per il software di virtualizzazione. Non può non balzare all’occhio una cosa detta nei primi documenti rilasciati da oracle al riguardo: Oracle supporta l’utilizzo di Oracle database 10gR2 su Oracle VM. In effetti girava spesso la domanda: “E’ supportato Oracle su VMWare?”, “E’ supportato Oracle su XEN?”. Oracle aveva preparato la risposta, se si presenta un problema sul database che gira su una macchina virtuale occorre riprodurlo anche su una macchina fisica affinché Oracle se ne prenda carico. Questo significa che non è supportato secondo me.

La virtualizzazione sta prendendo molto piede, un po’ per motivi validi un po’ per moda. Rimango convinto che la motivazione “moda” abbia preso un po’ troppo piede, giusto ieri ho visto una cosa secondo me raccapricciante presso un cliente: un cluster di due macchine virtuali. Una cosa simile secondo me è una emerita stupidaggine (nota del 03/12/2007: vedi commenti di precisazione al riguardo).

In ogni caso Oracle asseconda la moda ed anzi la sfrutta per fare affari, quindi vende il suo prodotto di virtualizzazione, o meglio ne vende l’assistenza (il prodotto dovrebbe essere open-source) garantendo anche il supporto su database che vi girino sopra. Ora sono in attesa che Oracle VM sia disponibile per il download, assieme ad un po’ di documentazione per vedere se è qualcosa di interessante. Appena avrò a dispozione una macchina con i requisiti minimi richiesti lo proverò.

P.S.

rileggendo il comunicato stampa di Oracle ho visto che in effetti viene detto che Oracle VM si basa su XEN, questo mi fa piacere perchè mi fa pensare che i miei test, proprio su XEN, mi torneranno utili.

2 commenti »

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  1. Ciao,
    mi colpisce il tuo giudizio negativo sul cluster tra 2 macchine virtuali, voglio dire, dovresti spiegarti meglio.
    Un cluster tra 2 macchine virtuali (o anche 3 o 4) è utilissimo se lo si crea per poter fare dei test, per vedere i problemi che possono nascere quando muore un nodo, per vedere se una applicazione riesce a funzionare in failover, insomma, dovresti chiarire meglio se questa architettura viene usata in produzione (e allora sono d’accordo che non ha molto senso) o se viene usata per altri scopi.

    L’altro pregio della virtualizzazione è quello di permettere un’enorme semplificazione in fase di sviluppo e di test quando hai un’applicazione che dev’essere compatibile con svariate versioni di sistemi operativi o release diverse di oracle o di altre applicazioni.
    Io ad esempio sviluppo molto su Oracle Application Express e quando rilascio un’applicazione devo sapere se gira sulla 1.6 o sulla 2.0 o sulla 3 o la 3.01, la virtualizzazione mi consente di avere tutte queste versioni attivabili in pochissimo tempo e con la certezza di non avere conflitti.
    Insomma, la virtualizzazione è fantastica.

    Ciao!
    Flavio

  2. Ciao Flavio,
    effettivamente di mi sono reso conto di aver scordato di scrivere un’informazione fondamentale: il cluster di macchine virtuali era sull’ambiente di produzione (l’ambiente di test era su una macchina singola) e quindi credo che siamo d’accordo su dove abbia senso o non abbia senso usare la virtualizzazione. Concordo perfettamente che la virtualizzazione permetta di fare dei primi test su software di cluster e architetture di cluster senza dover avere in casa troppo hardware. E’ anche utile per testare vari software in ambienti diversi come nel tuo caso.
    Io stesso ho messo in piedi un ambiente di test con macchine virtuali, anche se l’ho fatto più per testare le capacità di XEN. E a suo tempo ho usato VMWare per fare test di installazione di cluster Oracle sul mio PC.
    Nel caso di un ambiente di produzione non vedo il senso per due motivi: se ho una macchina hardware in grado si supportare il carico di due macchine virtuali, con il sovraccarico della virtualizzazione non risolvo i problemi di prestazioni; non risolvo i problemi di affidabilità perchè dubito che l’hardware virtuale si rompa, se si guasta dell’hardware si guasta l’hardare della macchina ospite e quindi mi si fermano entrambe le macchine virtuali ospitate.
    Forse, se il software di virtualizzazione funziona bene, un caso di utilità di cluster di macchine virtuali è il caso in cui una delle due macchine virtuali, a causa di qualche errore di progettazione del software che si fa girare sopra, va in saturazione delle risorse (io ad esempio sono riuscito a piantare un server di test con un scrip di shell che andava in loop, vi ho dedicato un post) . In questo caso, dicevo, se il software di virtualizzazione funziona come deve, schiatta una macchina virtuale ma l’altra sopravvive.


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