Cloud Computing: AWS

giovedì 9 ottobre 2008 alle 09:55 | Pubblicato su Diario, Servizi Web Evoluti | Lascia un commento
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AWS sta per Amazon Web Services. La settimana scorsa ho parlato del mio incontro con il Cloud Computing. Da allora ci ho rimuginato sopra un po’ e ho cercato un po’ di approfondire l’argomento. Sono partito  dall’indirizzo aws.amazon.com ed ho scoperto che amazon non vende solo libri… Pare che quasi due anni fa Amazon abbia messo in piedi una infrastruttura molto interessante e direi abbastanza complessa e innovativa. Come sospettavo l’altro giorno quando scrivevo il mio primo post sul Cloud Computing l’argomento è più complesso e ampio.  Per farla semplice Amazon fornisce alcune tipologie di servizio, completamente accessibili via web, con interfaccia SOAP (quindi quella web services tradizionali, all’incirca) o REST (mi sembra più semplice di SOAP che sfrutta le chiamate HTTP senza XML di mezzo). Una di queste tipologie di servizio ad esempio è quella di Storage su WEB, il servizio si chiama Simple Storage Service (S3). In sostanza il servizio permette di salvare e prelevare file tramite WEB, utilizzando appunto due protocolli, SOAP o REST. Ho dato un’occhiata a REST e in sostanza il concetto mi sembra che sia lo stesso di quello usato ad esempio per fare il classico UPLOAD e poi il GET via CGI. Naturalmente la cosa è un po’ più complessa e sembra ci siano tutte le librerie necessare per rendere le operazioni abbastanza semplici per diversi linguaggi, quali JAVA e PHP.

Il servizio S3 fa da base per il servizio principale degli AWS: Elastic Compute Cloud (EC2). Qui in sostanza Amazon vende potenza computazionale, a ora. In pratica si possono costruire delle macchine virtuali, opportunamente impacchettate in un formato chiamato AMI (Amazon Machine Image), che vengono memorizzate su S3. Poi sempre tramite interfacce tali macchine possono essere accese e spente. Per avere una vaga idea di cosa si tratta si può dare un’occhiata a questa dimostrazione di Oracle. In questa dimostrazione si vede una AMI gia preparata da Oracle. All’accensione  si configura un database nuovo (11g) e si può creare un’applicazione con APEX (incluso in 11g appunto). Se non ho capito male, queste macchine sono in qualche modo “effimere” ovvero non hanno una memoria permanente e quindi la configurazione va persa se vengono spente. In pratica credo che sia come se l’immagine della macchina virtuale venga ripristinata da zero. Se si vuole una persistenza occorre utilizzare un’altro servizio chiamato Elastic Block Store.

Ora, a parte la poca chiarezza nella mia rapida descrizione, tutto sembra molto affascinante, Oracle ha anche dedicato una sezione di OTN al cloud computing.

I dubbi manifestati nel mio post precedente e da Stallman rimangono. Soprattutto obbietterei che per utilizzare tali servizi la mia ADSL a 640 Kbit/sec non va molto bene. Ieri per curiosità ho provato a iscrivermi perchè ero curioso e io per capire le cose le devo provare. Il problema è che vi sono vari livelli di iscrizione, una generale su aws.amazon.com e poi quelle ai singoli servizi. L’iscrizione a questi richiede gia il numero di carta di credito perchè sembra proprio che non ci sia un sorta di servizio base gratuito, da utilizzare per provare. Dai prezzi pubblicati sembra che non sia necessario svenarsi per fare qualche test, però essendo più per curiosità non sono andato oltre. Direi per fortuna! Aggiungerei alle critiche gia fatte da Stallman che cominciare a sviluppare applicazioni su questa piattaforma non è proprio a costo zero, bisogna mettere in conto un periodo di apprendimento, perchè mi pare proprio che di cose da impare ce ne siano abbastanza.

Quello di cui mi sono reso conto e che mi piace dell’informatica moderna è che ci sono molte opportunità di provare cose gratuitamente. Ripeto io per capire una cosa la devo provare. Se voglio provare Oracle 11g, vado sul sito Oracle, me lo scarico, lo installo sul pc, magari su una macchina virtuale e lo provo e ci sbatto il naso. Se mi piace poi posso anche pensare di investire dei soldi.  Non come il caso descritto da Skyone dove prima compro e poi provo.

Detto questo terro’ d’occhio AWS anche perchè pare che la moda spinga queste cose a diventare indispensabili strumenti, ma preferisco approfondire cose come Oracle VM . La virtualizzazione è un’altra moda che pare prendere sempre più piede e che quindi non si può più ignorare e relegare a test e sviluppo, almeno è gratis.

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