Interessanti considerazioni su RAC e virtualizzazione

venerdì 10 ottobre 2008 alle 10:41 | Pubblicato su Installation and Configuration, Linux, RAC | Lascia un commento
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Stamattina ho letto il nuovo post di Rudy (RAC su macchine virtuali: ma ha senso?) molto interessante, volevo aggiungere un commento, ma siccome mi sembrava un po’ troppo lungo ho deciso di scrivere un post in risposta.

Giusto ieri sono incappato anche io nel documento citato da Rudy e gli ho dato un’occhiata veloce. Rudy l’ha letto più attentamente e nel suo post ne riporta le caratteristiche principali. Devo dire che secondo me Oracle con l’avvento della virtualizzazione ha cambiato leggermente direzione. Fino a poco tempo fa Oracle pubblicizava RAC come soluzione di bilanciamento e ottimizzazione delle risorse, quindi consigliava di fare un unico grande RAC su cui mettere tutte le proprie applicazioni; poi con l’utilizzo dei SERVICES e del RESOURCE MANAGER si possono bilanciare correttamente le varie applicazioni. Quindi in sostanza un’unico database e diversi “schemi”/utenti. La realtà però deve essere più vicina a quella con cui mi scontro anche io nel mio piccolo, ovvero che se in un’azienda si usano più applicazioni che si basano su database Oracle, ogni fornitore dell’applicazione con un’archiettura del genere non si fida, vorrebbe che su database su cui si appoggia la propria applicazione non vi sia nessun’altro, in modo da non aver a discutere in caso di problemi, tipicamente di performance. La virtualizzazione, seppur non cambiando le cose di molto, utilizzata come spiegato nel documento Oracle va in questa direzione, sullo stesso nodo fisico del cluster si fanno due macchine virtuali distinte e quindi si ha una maggiore indipendenza. A questo punto la gestione non si semplifica, perchè oltre al RAC c’è anche lo strato di virtualizzazione da gestire, però questa soluzione comincia a piacere sempre di più.

Due ulteriori considerazioni che volevo fare:

1) nel documento Oracle al paragrafo “Why Running Oracle RAC in Oracle VM?” mette in prima posizione l’utilizzo in ambienti di Test.

2)Al momento è supportato come guest solo Linux 32 bit, questo al momento secondo me è un limite pesante se non altro per il limite sull’indirazzamento della memoria che limita la SGA. Fra l’altro ormai le macchine fisiche a 64 bit sono la norma e qui c’è ancora un dubbio che mi rimane: io l’anno scorso ho messo in piedi un ambiente di test su una macchina a 64 bit, vi ho installato OEL5 con XEN e sopra vi ho fatto due macchine virtuali con OEL4, una a 64 bit e una a 32 bit. Quella a 32 bit ho dovuto farla per forza di tipo “fully virtualized” che al tempo mi è sembrato di capire sia il metodo meno efficente. L’altra è di tipo para-virtualized. Effettivamente facendo delle prove mi è capitato di sedere letteralmente la macchina fisica (uno script di shell che andava in loop) in quella situazione l’unica macchina a cui si riusciva ancora ad accedere era quella “para-virtualized”. Quindi il mio dubbio è questo, ho un hardware a 64 bit (perchè se intendo utilizzarlo come base per più macchine virtuali ho senz’altro necessità di avere ben più di 4 GB di RAM) poi sopra ci posso fare solo macchine virtuali a 32 bit e posso solo farle “fully virtualized” (immagino che il processore debba essere virtualizzato completemente) che ad occhio (ma qui ci metto un forse molto grande) sono meno efficenti.

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