Dov’è il cestino?

giovedì 11 dicembre 2008 alle 11:58 | Pubblicato su Diario | 4 commenti

Oggi avrei voluto scrivere un post sui miei test con Oracle 11g e la patchset 11.1.07, oppure un post sulle funzioni analitiche CUBE e ROLLUP, ma mi è capitata una storia degna della sala macchine. L’epilogo della storia mi ha talmente sconvolto che non sono riuscito a trattenermi dall’attaccarmi al PC per scriverla, dunqu partiamo dall’inizio.

Stamattina mi è stato chiesto di controllare un database presso un nostro cliente perchè l’applicazione dava strani errori. Il database in questione è un 10gR2 su Linux Suse9 64 bit e come prima cosa ho provato a connettermi via ssh alla macchina, ma il mio putty mi dava un errore. Nell’impossibilità di accedere alla macchina contattiamo un sistemista che lavora presso il cliente e gli chiediamo di verificare sulla console della macchina se vi sono problemi. Questi rileva che ci sono degli errori, fa una foto al monitor e ce la manda. Dalla foto si vedono strani errori legati all’esecuzione dello script  di avvio del database al boot della macchina. Di seguito poi un messaggio segnala che vari servizi, fra cui sshd non sono stati avviati.

Non comprendendo il motivo degli errori dello script di avvio del database contatto direttamente il sistemista e gli chiedo di loggarsi dalla console e gli chiedo di provare ad avviarmi il servizio sshd, ma questi mi dice che il comando da un errore tipo “file non trovato”. Molto perplesso, cerco di capire qualcosa, guidando il sistemista per indagare (è molto difficile capire un problema su una macchina senza avere accesso alla console). Dopo un po’ di indagini capisco che sul server manca la directory /usr. Tutto il resto pare essere al suo posto, compresa l’installazione di oracle sotto /opt.

Una situazione simile non poteva non farmi venire in mente l’episodio “Return of the Sysadmin“. Non risultavano guasti hardware, i dischi sono in raid 1, manca una sola directory e tutto il resto è li al suo posto. Ho subito dato un’occhiata al .bash_history dell’utente root, ma li non c’era nulla di strano.

Escludendo quindi un gesto maldestro rimaneva come ipotesi una bizzarra corruzione del filesystem. Ho provato a consultare un collega per chiedere aiuto ma anche lui si è trovato in difficoltà, senza accesso diretto alla macchina e senza la directory /usr mancano tutti gli strumenti per fare una diagnosi.

Alla fine, come tentativo disperato abbiamo provato a copiare, tramite chiave usb, la directory /usr da un’altra macchina con una installazione analoga. Con qualche difficoltà ce l’abbiamo fatta e siamo riusciti a riavere il servizio ssh e a riavviare Oracle.

Riavuto quindi l’accesso diretto via ssh ho dato un’occhiata al file /var/log/messages (che come ha detto il sistemista, più pratico di windows che di *NIX è un po’ come l’event viewer :)) e in corrispondenza di ieri noto dei strani messaggi che sembrano riguardare gnome (una delle interfacce grafiche di linux) . A questo punto sono tornato a spulciare sotto /root, e che ci trovo? una bella directory .Trash ma soprattutto, dentro la .Trash ci trovo la usr scomparsa. Chiaramente qualcuno maldestramente dall’interfaccia grafica ha cancellato quella benedetta directory.

4 commenti »

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  1. MAI installare un server con l’interfaccia grafica.

  2. In realtà io sono abbastanza contro le interfacce grafiche, in perenne discussione con tutti quelli con cui lavoro e discuto di queste cose. Io amo la CLI e la uso per “quasi” tutte le mie attività di gestione dei database. Però alcune cose, come l’installazione di Oracle e la creazione del database preferisco farle graficamente. In verità tempo fa avevo letto credo sulla guida di installazione 10g che comunque era requisito necessario l’installazione di X sulla macchine e io non mi sono mai posto il problema. Ripeto: mi tocca molto spesso di dover spiegare perché uso SQL*Plus invece che Toad o SQL Developer. Ma io non mollo.

  3. L’installazione di Oracle per linux (dalla 8i in avanti, mi pare) richiede la presenza del server grafico X *da qualche parte*: questo significa che può esserci su un qualunque client in rete con il server (l’architettura di X permette di eseguire programmi grafici su una macchina controllandone l’interfaccia da un’altra macchina).

    Capisco che molte distribuzioni (forse tutte) installino comunque X anche nelle versioni server, in modo che siano presenti le librerie client di X.

    Non concepisco l’abitudine, sempre più diffusa, di installare di default un desktop environment ANCHE nelle versioni server.

    Oltretutto mi pare che suse di default sia basata su kde. Questo significa che Gnome è stato installato volutamente in seguito😉

    (Ok, la smetto)

    Ciauz

  4. Oltretutto mi pare che suse di default sia basata su kde. Questo significa che Gnome è stato installato volutamente in seguito😉
    Come dicevo, non mi sono mai posto il problema e pensavo che sulle macchine linux parte client e server di X fossere in qualche modo installate insieme.

    Oltretutto mi pare che suse di default sia basata su kde. Questo significa che Gnome è stato installato volutamente in seguito😉

    veramente non ho capito neanch’io come mai ci sia gnome ne come si faccia ad attivare. Collegandomi via VNC, cosa che in effetti non avevo mai fatto, mi trovo il window manager fvwm2.


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