Ancora su GPL, FUD e Cloud Computing

lunedì 26 gennaio 2009 alle 26:24 | Pubblicato su Linux, Servizi Web Evoluti | 5 commenti
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In questi giorni si sono sommate nella mia testa una serie di cose che la mia mente perversa è riuscita a ricollegare tra loro dando vita a questo post, che probabilmente ai più risultare confusionario. Siccome però ho sempre usato il blog come posto per cercare di riordinare le idee ne approfitto per l’ennesima volta.

Partirei da un discussione che si è consumata sul newsgroup it.comp.software.database, un newsgroup solitamente non molto attivo. La discussione è partita dalla domanda su limiti e vantaggi delle versioni free di alcuni database commerciali, come DB2 ed Oracle. La discussione si è subito orientata su un’altro argomento, ovvero la possibilità o meno di utilizzare MySQL a scopi “commerciali” senza pagare licenze. Una cosa che sicuramente ho capito, è che GPL non significa per forza gratis. Un’anima pia ha cercato di riassumere tutte le informazioni importanti in un nuovo thread di discussione intitolato appunto: “MySQL e’ gratis? (gratuito?)”. Io alla fine mi sono perso. Gia tempo fa ho scritto della questione GPL con Oracle Linux, affrontata da Wim Coekaerts, e li è chiaro: Oracle Enterprise Linux è gratuito, se uno vuole, si compra l’assistenza, altrimenti no.

Il dubbio che mi rimane, come nel caso MySQL è se MySQL sia ancora sotto GPL o meno.  Alla fine dei conti se è così (e non capisco come mai uno possa “togliere” la GPL da un software) allora qualcuno potrebbe fare ciò che ha fatto Oracle con Linux, ha preso i sorgenti di Red Hat, ha tolto le parti coperte da copyright, l’ha reimpacchettatto e lo distribuisce gratuitamente.

Con un collegamento un po’ ardito arrivo anche al Cloud Computing; casualmente, attraverso un banner pubblicitario, l’altro giorno sono capitato su questo sito. Sembra si tratti di una alternativa ai servizi di cloud computing forniti da amazon. Il collegamento a GPL e licenze mi è venuto dando un’occhiata alla lista delle immagini dei server virtuali disponibili, in particolare, sono passato direttamente a quelle con Linux, e li si vede che sono offerti indifferentemente CentOS e RedHat e a quel punto mi sono chiesto come funzionano li le licenze RedHat. In realtà la stessa domanda vale anche per le immagini con Winzoz, quindi suppongo che “gogrid” abbia un accordo particolare con MS e RH per cui alla fine il costo delle licenze sarà poi incluso sul prezzo finale dell’hosting.

Il “cloud computing”, moda o no, secondo me si sta diffondendo, come abbiamo visto espandersi i servizi WEB 2.0, vedremo espandersi anche i servizi di “cloud computing”, devono solo superare la fase di diffidenza iniziale.

5 commenti »

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  1. http://packages.debian.org/sid/mysql-server

    Il server è sicuramente open source.
    Poi vi sono una serie di servizi/prodotti, che sono forniti in modo differente.

  2. http://www.mysql.com/products/which-edition.html

    E’ questo il link corretto😉

  3. Effettivamente, andando anche sul sito mi vien da pensare che se uno si scarica la community edition e la usa nel proprio sito di ecommerce (quindi “per far soldi”) nessuno gli può contestare nulla. Sembra che ciò che vendono sia proprio l’assistenza ed il supporto.

  4. In effetti, da quanto si legge a questo URL http://www-it.mysql.com/news-and-events/generate-article.php?id=2008_30 MySQL 5.1 (la parte server) è rilasciato in tre versioni. La prima, definita MySQL Community Server è rilasciata con licenza GPL per quegli utenti indipendenti e con buone conoscenze tecniche che non necessitano di supporto. Per il resto non c’è scritto che questa versione non si possa usare in un sito di e-commerce, o in ambienti di produzione (ad esempio, Oracle se non sbaglio permette di scaricare anche le versioni standard ed enterprise di Oracle Database, ma teoricamente andrebbero utilizzate, senza l’acquisto di regolari licenze, solo in ambienti di test)

  5. Ciao Simone. Oracle infatti prima di permetterti di fare il download ti chiede di accettare esplicitamente le condizioni di licenza. E’ vero che uno può interpretare “freely downloadable” diversamente da liberamente utilizzabile, però se non viene detto altro io (che di diritto non sono esperto) interpreterei più liberamente.


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