Il Cloud Computing avanza

martedì 31 marzo 2009 alle 31:50 | Pubblicato su Servizi Web Evoluti | Lascia un commento
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Recentemente ho messo da parte alcuni articoli sul Cloud Computing apparsi nel mio feed reader. In questo periodo non ho molto tempo a disposizione, il nuovo nato a casa e un lavoro importante in ufficio mi hanno tenuto sotto pressione.  Oggi però ero a casa e dando una veloce occhiata alla posta ho trovato una mail che mi avvisava che in un articolo del magazine magazine.liquida.it, veniva  citato un mio post. La cosa mi ha incuriosito e lo confesso fatto piacere. Ho letto con interesse l’articolo, che cita altri blog (oltre al mio), ho deciso allora stasera di fare un po’ di “straordinario” e di raccogliere il nuovo materiale messo da parte per fare il punto della situazione.

Sarà che seguo di più io l’argomento, ma ho l’impressione che se ne parli sempre di più e si rafforza la mia convinzione gia manifestata che questa tecnologia (forse sarebbe meglio chiamarla idea, in fondo è solo un insieme di altre tecnologie più note e consolidate) avrà successo.

CircleID continua a seguire l’argomento e in marzo ha pubblicato due “articoli”, uno intitolato “Cloud Computing: The New Service” che non sembra dire nulla di nuovo, ma utile come ripasso del concetto. Il secondo articolo è intitolato “Cloud Computing on Linux Has Microsoft Blogging“; questo articolo riporta diversi link ai vari attori in movimento nel cloud computing e parla del risentimento di Microsoft per l’esclusione dalla scrittura di un “Cloud Manifesto”, ovvero un documento che dovrebbe stabiliere delle linee guida per l’interoperabilità dei servizi di cloud computing. Sono andato a leggere anche il post originale sul blog di microsoft, ma la realtà è che non ho capito che interoperabilità ci dovrebbe essere fra i servizi di cloud computing. Forse ho capito male io, ma secondo me il problema è poco rilevante. Non capisco le argomentazioni del post di Steven Martin perché non capisco perché ci dovrebbero essere standard nuovi di interoperabilità fra i servizi di cloud computing: cosa significa? forse che Azure dovrebbe poter comunicare con Amazon Web Services? sono servizi in conconcorrenza, ognuno farà quello che vuole, non capisco quindi il significato che avrà questo “Cloud Manifesto” (che peraltro, non ho cercato, ma stando allo stesso post sembrerebbe ancora segreto)

Infine, Dan Norris,  in un post di Gennaio intitolato “I bought my own server for $1.02 (USD!)” riporta una testimonianza, un ottimo  esempio di utilizzo dei servizi di cloud computing.

Scordavo, dai feed condivisi di Nigel ho trovato un articolo intitolato “Securing Your Data in The Cloud” interessante perché parla della possibilità e dei metodi per grantire la sicurezza (intesa come riservatezza) dei dati pur utilizzando servizi di cloud computing.

P.S. (01/04/2009)

Oggi ho fatto una veloce ricerca della frase “Cloud Manifesto” ed ho trovato:

Non so se è stato pubblicato dopo o se è un’altra cosa, non l’ho ancora letto, ma se è quello non è più segreto

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